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Studio Frasnedi

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1 PREMESSA

L’art. 9 del DL 23.10.2018 n. 119, come sostituito in sede di conversione nella L. 17.12.2018 n. 136, prevede una sanatoria degli errori e delle irregolarità formali commessi sino al 24.10.2018.

Il perfezionamento si ha con il versamento degli importi, pari a 200,00 euro per ciascun periodo di imposta interessato per tutte le violazioni commesse in ciascun periodo d’imposta, da eseguirsi in due rate di pari ammontare entro il 31.5.2019 e il 2.3.2020 (con facoltà di effettuare il versamento in unica soluzione entro il 31.5.2019).

Oltre a ciò, è necessario rimuovere l’irregolarità o l’omissione.

Dalla regolarizzazione sono escluse le violazioni contenute in atti di contestazione o di irrogazione delle sanzioni divenuti definitivi (per mancata impugnazione o formazione del giudicato) al 19.12.2018 (data di entrata in vigore della L. 136/2018 di conversione del DL 119/2018).

Il contribuente può scegliere quante e quali violazioni regolarizzare.

Errori sanabili Violazioni di obblighi di natura formale che non hanno riflesso sulla base
im­ponibile delle imposte sui redditi, IVA e IRAP e sul pagamento di tributi, com­messe sino al 24.10.2018
Condizioni Pagamento di 200,00 euro per anno d’imposta e rimozione della violazione
Benefici Estinzione della violazione
Esclusioni Violazioni relative al monitoraggio fiscale
Termini per i versamenti Due rate di pari importo scadenti il 31.5.2019 e il 2.3.2020
Facoltà di versamento in unica soluzione entro il 31.5.2019
Termine
per la regolarizzazione
2.3.2020
Pluralità di violazioni Il contribuente può scegliere cosa regolarizzare

 

2 AMBITO TEMPORALE

Possono essere oggetto di definizione le irregolarità formali commesse sino al 24.10.2018 (data di entrata in vigore del DL 119/2018).

Per individuare la commissione della violazione, sembra corretto riferirsi al termine entro cui avrebbe dovuto essere effettuato l’adempimento, tanto per l’omissione quanto per le inesattezze circa il contenuto del medesimo.

 

3 VIOLAZIONI OGGETTO DI SANATORIA

In base all’art. 9 co. 1 del DL 119/2018, sono sanabili le “irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base impo­nibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento di tributi”.

Non possono essere sanate le irregolarità commesse in merito al quadro RW, inclusa la mancata compilazione dello stesso.

Inoltre, non possono essere definite le violazioni che incidono sulla determinazione della base impo­nibile o sul versamento del tributo.

La sanatoria non è inibita:

- dal fatto che la violazione sia stata constatata in un processo verbale, dall’inizio della verifica fiscale;

- dalla notifica dell’atto di contestazione della sanzione;

- dalla pendenza della lite salvo, in quest’ultimo caso, che la lite risulti definita al 19.12.2018 per mancata impugnazione o per intervenuto giudicato definitivo.

 

4 VIOLAZIONI CHE NON RIENTRANO NELLA SANATORIA

Nella seguente tabella si riepilogano le principali violazioni che non rientrano nella definizione in esame

Sanzione Norma
Dichiarazione infedele (incluso il modello INTRA-12 e il regime del MOSS) Artt. 1 e 5 del DLgs. 471/97
Dichiarazione omessa (incluso il modello INTRA-12 e il regime del MOSS) Artt. 1 e 5 del DLgs. 471/97
Dichiarazione omessa dalla quale non emergono imposte da versare Artt. 1 e 5 del DLgs. 471/97
Indicazione di ricavi fittizi Art. 8 co. 2 del DL 16/2012
Quadro RW Art. 5 del DL 167/90
Fatturazione omessa o infedele Art. 6 co. 1 del DLgs. 471/97
Omesso o irregolare rilascio dello scontrino fiscale Art. 6 co. 3 del DLgs. 471/97
Omessa installazione del misuratore fiscale Art. 11 co. 5 del DLgs. 471/97
Indebita detrazione Art. 6 co. 6 del DLgs. 471/97
Rimborso non spettante Art. 5 co. 5 del DLgs. 471/97
Mancata esportazione del bene entro 90 giorni dalla consegna Art. 7 co. 1 del DLgs. 471/97
Mancata regolarizzazione della cessione a privato non residente Art. 7 co. 2 del DLgs. 471/97
Cessioni in regime di non imponibilità senza dichiarazione di intento Art. 7 co. 3 del DLgs. 471/97
Splafonamento Art. 7 co. 4 del DLgs. 471/97
Mancata applicazione delle ritenute Art. 14 del DLgs. 471/97
Modello 770 omesso Art. 2 del DLgs. 471/97
Modello 770 omesso con ritenute interamente versate Art. 2 del DLgs. 471/97
Modello 770 infedele Art. 2 del DLgs. 471/97
Tardivo/omesso versamento Art. 13 del DLgs. 471/97
Indebita compensazione di crediti esistenti Art. 13 del DLgs. 471/97
Indebita compensazione di crediti inesistenti Art. 13 del DLgs. 471/97
Mancata opzione per la trasparenza fiscale Artt. 115 e 116 del TUIR
Mancata opzione per il consolidato fiscale Artt. 117 ss. del TUIR
Omessa presentazione del modello EAS Art. 30 co. 1 - 3-bis
del DL 185/2008
Omessa opzione per la cedolare secca Art. 3 co. 11
del DLgs. 23/2011

 

 

5 ADEMPIMENTI

Ai fini della definizione, è necessario versare 200,00 euro “per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni”.

Pertanto, non rileva il numero di violazioni commesse ma il periodo d’imposta: se diverse violazioni sono state commesse in un unico periodo d’imposta, occorre pagare solo 200,00 euro.

Mentre se solamente due violazioni sono state commesse in due periodi d’imposta di­versi, occorre pagare 400,00 euro.

La definizione delle violazioni formali presuppone, ai fini del suo perfezionamento, la rimozione della violazione.

È dunque necessario, a seconda delle ipotesi, effettuare l’adempimento omesso o rieseguire l’adem­pi­mento errato, il che può consistere nell’invio o nel re-invio della comunicazione, o nella presenta­zione di una dichiarazione integrativa. Ove la violazione riguardi i registri contabili o la fatturazione, è necessario procedere alla correzione dei registri e/o alla riemissione della fattura, e, se del caso, alla presentazione di una dichiarazione integrativa, ove l’inesattezza sia stata commessa in sede di dichiarazione.

Le violazioni vanno rimosse entro il 2.3.2020.

Ove il contribuente non rimuova tutte le violazioni, ciò non pregiudica gli effetti della regolarizza­zione sulle violazioni correttamente rimosse.

Il mancato perfezionamento della regolarizzazione non dà diritto alla restituzione di quanto versato.

 

5.1 VERSAMENTI

I versamenti delle somme dovute devono avvenire in due rate di pari importo, scadenti, rispetti­vamente, il 31.5.2019 e il 2.3.2020.

Il pagamento può anche avvenire in unica soluzione entro il 31.5.2019.

La ris. Agenzia delle Entrate 21.3.2019 n. 37 ha istituito il codice tributo “PF99”, da indicare nel modello F24. Il codice tributo va esposto nella sezione “Erario” del modello F24, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.

Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno solare a cui si riferiscono le violazioni oppure l’anno di commissione della violazione, e non l’anno della regolarizzazione.

Non è possibile la compensazione delle somme dovute per la definizione con crediti disponibili, di cui all’art. 17 del DLgs. 241/97.

 

5.2 RIMOZIONE DELLA VIOLAZIONE

L’Agenzia delle Entrate, precisa: “la rimozione non va effettuata quando non sia possibile o necessaria avuto riguardo ai profili della violazione formale”.

Ciò vale sicuramente per i seguenti casi:

  

Sanzione Norma
Errori sulla competenza fiscale senza danno per l’Erario Art. 1 co. 4 del DLgs. 471/97
Reverse charge irregolare Art. 6 co. 9-bis.1 e 9-bis.2
del DLgs. 471/97
Detrazione di un’IVA superiore a quella dovuta Art. 6 co. 6 del DLgs. 471/97

 

Tuesday, 02 April 2019 12:30

CIRCOLARE 9/2019 CEDOLARE NEGOZI

OGGETTO: Legge di bilancio 2019 n. 145 del 30/12/2018 - Cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali

La cedolare secca potrà trovare applicazione anche ai contratti di locazione, stipulati nel 2019 da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni aventi ad oggetto immobili:

  • Classificati nella categoria catastale C/1 (“Negozi o botteghe”);
  • Di superficie non superiore a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze.

La “nuova” cedolare secca sulle locazioni commerciali con aliquota del 21% trova applicazione solo ai contratti stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019. Non si tratta, quindi, di una misura “a regime”.

A scopo antielusivo, la norma prevede che non possano accedere all’imposta sostitutiva i contratti stipulati nel 2019 ove, alla data del 15.10.2018, risultasse in corso un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza contrattuale.

Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento dovesse necessitare porgiamo cordiali saluti.

Studio dr 48

OGGETTO: Assolvimento imposta di bollo

Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e sui documenti informatici deve avvenire, con modalità virtuale, con le seguenti scadenze:

  • Per le fatture elettroniche emesse nel 2018 entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, quindi entro il 30 aprile 2019;
  • Per le fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2019 il pagamento dovrà essere effettuato, con riferimento a ciascun trimestre, entro il giorno 20 del primo mese successivo e non più entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio:
Periodo di riferimento Scadenza versamento imposta di bollo
I trimestre 2019 Entro 23/04/2019 (in quanto il 20 cade di sabato e il 22 è festivo)
II trimestre 2019 Entro il 22/07/2019 (in quanto il 20 cade di sabato)
III trimestre 2019 Entro il 21/10/2019 (in quanto il 20 cade di domenica)
IV trimestre 2019 Entro il 20/01/2020

Sarà l’Agenzia delle Entrate a rendere disponibile nell’area riservata del contribuente (soggetto passivo IVA) l’ammontare dell’imposta di bollo dovuta in base ai dati delle fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio (Sdi).

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione sul proprio sito un servizio che consentirà agli interessati di pagare l’imposta di bollo con addebito su conto corrente bancario o postale oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia stessa.

Il codice tributo è “2501” denominato “imposta di bollo su libri registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del Decreto 17 giugno 2014”.

Le fatture elettroniche devono riportare la dizione: “imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi art. 6 D.M. 17.6.2014”, valorizzando il campo “Dati bollo” nella sezione “dati generali” del file xml, con l’importo dell’imposta.

La tabella che segue riporta le principali fattispecie di applicazione (o meno) dell’imposta di bollo (D.P.R. del 26.10.1972 n. 642, e successive modifiche) in caso di emissione di fattura:

Classificazione Fattispecie Norma IVA Per importi > € 77,47
Imponibili Aliquota zero Art. 74 co. 7 e 8 DPR 633/72 Non soggetto a bollo
Imponibili Altre aliquote Non soggetto a bollo
Esenti Art. 10 DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00
Non imponibili Esportazioni Art. 8 e 8bis DPR 633/72 Non soggetto a bollo
Non imponibili Cessioni intra UE Art. 41 D.L. 331/1993 Non soggetto a bollo
Non imponibili Esportatori abituali Art. 8 lett. c) DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00
Non imponibili Altre assimilate Art. 72 DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00
Reverse charge Art. 17, comma 5 e 6 DPR 633/72 Non soggetto a bollo
Escluse Art. 15 DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00
Fuori campo IVA Artt. 2, 3, 4, 5, 7, 7bis e 7ter DPR 633/72 Imposta di bollo € 2,00
Fuori campo IVA Regime minimi e forfettario Imposta di bollo € 2,00

Sulle fatture di importo inferiore a euro 77,47 la marca da bollo non va mai applicata. Tuttavia, se la fattura evidenzia contemporaneamente importi soggetti ad IVA e importi non soggetti, la marca da bollo va applicata solo qualora gli importi non soggetti ad IVA siano superiori a euro 77,47 (C.M. 2.01.1984, n. 301333 e R.M. 3.07.2001, n. 98).

Per i contribuenti che non hanno l’obbligo di emettere la fattura elettronica (ad es. in regime forfettario 2019 o soggetti esonerati, quali gli operatori sanitari), oppure che devono assolvere l’imposta in relazione ad altre tipologie di documenti “non informatici”, possono scegliere di assolvere l’imposta con il pagamento del bollo virtuale sulle fatture cartacee/pdf o sugli altri atti e documenti, previa richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate, secondo la procedura prevista dagli articoli 15 e 15-bis, del D.P.R. n. 642/1972.

OGGETTO:   Nuova Informativa in Nota integrativa sulle Somme incassate dalla Pubblica Amministrazione

La Legge 4/8/2017 n. 124, articolo 1, comma 125 (Adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità) ha previsto che:

A decorrere dall'anno 2018, i soggetti di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, i soggetti di cui all'articolo 137 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonché le associazioni, le Onlus e le fondazioni che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni e con i soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nonché con società controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, e con società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, pubblicano entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle medesime pubbliche amministrazioni e dai medesimi soggetti nell'anno precedente.

Le imprese che ricevono sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere dalle pubbliche amministrazioni e dai soggetti di cui al primo periodo sono tenute a pubblicare tali importi nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell'eventuale bilancio consolidato. L'inosservanza di tale obbligo comporta la restituzione delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di cui al periodo precedente. Qualora i soggetti eroganti appartengano alle amministrazioni centrali dello Stato ed abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al terzo periodo sono versate ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni originariamente competenti per materia. Nel caso in cui i soggetti eroganti non abbiano adempiuto ai prescritti obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al terzo periodo sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, di cui all'articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015, n.208.

Con la Circolare n. 2 del 11 gennaio 2019 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche alla luce del parere del Consiglio di Stato n. 1449/2018 ha precisato che tale obbligo informativo riguarderebbe non solo le somme ricevute dalle imprese a titolo di contributi pubblici, ma anche i corrispettivi ricevuti da parte delle pubbliche amministrazioni e delle società da esse controllate a fronte di prestazioni di servizi e cessioni di beni.

Pertanto, dalla lettura della norma, della circolare e del parere del Consiglio di Stato si desume che dal 2019 e quindi già dal Bilancio chiuso al 31/12/2018, nella Nota Integrativa:

-       debbono essere indicate anche le somme erogate dalla P.A. che abbiano la natura di un corrispettivo di un servizio o di una cessione di beni;

-       il criterio da utilizzare sia quello di cassa (somme incassate dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno cui il bilancio si riferisce, a prescindere dall’anno di competenza delle operazioni)

-       le informazioni da pubblicare, preferibilmente in forma schematica e di immediata comprensibilità per il pubblico, dovranno avere ad oggetto i seguenti elementi:

  1. denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
  2. denominazione del soggetto erogante;
  3. somma incassata;
  4. data di incasso;
  5. causale.

Si fa in proposito rilevare che l’obbligo di indicare per ogni singola somma incassata la relativa causale pone un delicato e complesso problema di coordinamento tra il criterio di cassa e quello di competenza in quanto per ogni singolo incasso sarà necessario indicare il riferimento al contratto-rapporto dal quale detto incasso trae origine.

Per dovere di completezza delle informazioni segnaliamo che, in data 22 febbraio 2019, l’Assonime ha pubblicato, sull’argomento la circolare n. 5 nella quale, nel commentare in modo puntuale la disciplina in oggetto, si esprime per una esclusione delle somme ricevute dalle imprese a titolo di corrispettivo di lavori pubblici, servizi e forniture. Tuttavia conclude confermando che, stante la vigente normativa, tale obbligo va rispettato, pena la pesante sanzione di restituzione delle somme ricevute, auspicando tuttavia un intervento di modifica della normativa.

Oggetto: Tassa sulle concessioni governative per la numerazione e la bollatura dei libri sociali

Ai sensi di quanto previsto dall’art. 23, nota 3, della Tariffa allegata al D.P.R. n. 641/72, il 18 marzo 2019 scade il termine per il versamento della tassa annuale di concessione governativa dovuta per l’anno 2019 per la vidimazione dei libri sociali.

Soggetti obbligati: società di capitali ed enti commerciali

La tassa annuale di concessione governativa è dovuta annualmente dalle società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata, le sedi secondarie di società estere) con esclusione delle società cooperative e le società di mutua assicurazione, dei consorzi diversi dalle società consortili e delle società sportive dilettantistiche.

Importi dovuti dalle società di capitali

La tassa annuale (deducibile ai fini IRES e IRAP nell’anno del versamento) è dovuta in maniera forfettaria, a prescindere dal numero dei libri o registri tenuti e delle relative pagine. Gli importi da versare devono essere individuati secondo quanto sotto:

CAPITALE SOCIALE AL PRIMO GENNAIO 2019 TASSA ANNUALE DOVUTA

CAPITALE SOCIALE AL PRIMO GENNAIO 2019 TASSA ANNUALE DOVUTA
l'ammontare del capitale è uguale o inferiore all'importo di euro 516.456,90 euro 309,87
l'ammontare del capitale è superiore a euro 516.456,90 euro 516,46

Se, successivamente alla data del 1.1.2019, sono intervenute variazioni del capitale sociale o del fondo di dotazione, queste non sono rilevanti per la determinazione dell’importo dovuto per l’anno 2019.

Modalità di versamento

Il pagamento della tassa di concessione deve essere eseguito tramite il Modello F24 on-line indicando nella sezione Erario il codice tributo 7085 - periodo di riferimento "2019".

Misura della tassa per altri soggetti diversi dalle società di capitali

Le società cooperative, i consorzi e le società di mutua assicurazione devono provvedere alla corresponsione della tassa di concessione governativa, relativamente a ciascun libro sociale obbligatorio, nella misura di euro 67,00 (articolo 1, comma 300, della Legge n. 311, del 30 dicembre 2004 - con decorrenza dal 1° febbraio 2005), ogni 500 pagine o frazione.

Il versamento deve essere eseguito tramite c/c postale n. 6007 intestato “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Bollatura e numerazione libri sociali”.

La tassa deve essere versata nella stessa misura anche dalle società di persone e dalle ditte individuali che, in assenza di obbligo, ritengano opportuno istituire registri sociali.

OGGETTO:      Proroga scadenze del 28 febbraio 2019 per spesometro, esterometro e comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Con un comunicato stampa diffuso ieri in serata, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha reso noto che è arrivato alla firma il DPCM che proroga, fra l’altro, la scadenza per la comunicazione dei dati delle fatture (“spesometro”), l’esterometro e la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Il decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dopo la registrazione presso la Corte dei Conti.

È posticipato al 30 aprile 2019 il termine fissato per oggi riguardante la presentazione:

-       dell’ultimo invio previsto per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. spesometro) relativa ai dati del 3° e 4° trimestre 2018 ovvero, per i soggetti che si sono avvalsi della facoltà di trasmissione con cadenza semestrale, del 2° semestre 2018;

-       della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere (c.d. esterometro) relativo al mese di gennaio 2019.

Il differimento dell’esterometro al 30 aprile 2019 riguarda anche la scadenza di fine marzo per la comunicazione di dati delle fatture da e verso l’estero del mese di febbraio 2019.

Si ricorda infatti che a decorrere dal 1° gennaio 2019 è stato abolito il c.d. “spesometro”, in quanto il monitoraggio delle operazioni tra soggetti residenti o stabiliti in Italia avviene attraverso le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio, mentre per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che intercorrono con soggetti non stabiliti è previsto il citato “esterometro”.

Seppure non fosse stata annunciata nelle scorse settimane, è prevista anche la proroga al 10 aprile 2019 per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relativa al quarto trimestre 2018. Il termine per presentare tale comunicazione sarebbe scaduto oggi, ossia l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.

 

Proroga anche per vendite a distanza di cellulari, console, tablet e laptop

Infine, slittano anche i termini di versamento dell’IVA e di presentazione dell’esterometro per i soggetti destinatari della nuova disciplina di cui all’art. 11-bis commi 11-15 del DL 135/2018 (conv. L. 12/2019). Si tratta dei soggetti passivi IVA che facilitano, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica (es. un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi), le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop e che, in base alle nuove disposizioni, si considera abbiano ricevuto e ceduto i beni in argomento.

Per tali soggetti, si prevede la proroga:

- al 16 maggio 2019, con la maggiorazione dello 0,40% mensile a titolo di interesse corrispettivo, del termine del 16 aprile 2019 per l’effettuazione dei versamenti dell’IVA relativi ai primi tre mesi del 2019;

- al 31 maggio 2019 per la trasmissione delle comunicazioni dei dati delle operazioni transfrontaliere relative alle operazioni dei mesi di marzo e aprile 2019.

 

Monday, 11 February 2019 15:04

CIRCOLARE 4/2019 SCADENZE 28 FEBBRAIO 2019

OGGETTO: Scadenze 28 febbraio 2019

Termine di presentazione delle seguenti comunicazioni:

Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche

Entro il 28.2.2019 deve essere inviata in via telematica la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre 2018 (quarto trimestre per i soggetti trimestrali e liquidazioni dei mesi di ottobre, novembre e dicembre per i soggetti mensili).

Comunicazione dei dati delle fatture

Entro il 28.2.2019 deve essere inviata la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. “spesometro”) nel terzo e nel quarto trimestre 2018 ovvero nel secondo semestre 2018 in caso di opzione di invio dei dati con cadenza semestrale.

La comunicazione dei dati delle fatture è abolita con decorrenza dall’1.1.2019 per effetto dell’introduzione della fattura elettronica.

Comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere

Entro il 28.2.2019 deve essere presentata la comunicazione dei dati relativi alle operazioni da e verso l’estero del mese di gennaio 2019 prevista secondo quanto di seguito indicato.

A partire dall’1.1.2019 è stato introdotto l’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica tra soggetti residenti in Italia ed è stato abolito il c.d. “spesometro”.

Le fatture emesse nei confronti di soggetti non residenti e quelle ricevute sempre da soggetti non residenti continuano invece a essere “cartacee” e non transitano per il Sistema di interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato così introdotto l’obbligo dall’1.1.2019 per i soggetti passivi Iva residenti o stabiliti in Italia di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle fatture relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non residenti e non stabiliti, secondo le modalità previste da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Restano escluse dalla comunicazione le operazioni documentate da bolletta doganale (di importazione o di esportazione di merci) e quelle emesse verso soggetti non residenti e non stabiliti documentate mediante fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio.

La comunicazione deve essere inviata, in via telematica, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Per la data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

Monday, 11 February 2019 14:57

CIRCOLARE 3/2019 INPS GESTIONE SEPARATA

OGGETTO: Inps – Gestione separata (art. 2, L. 8 agosto 1995, n. 335) – Aliquote contributive e massimale per l’anno 2019

Con circolare n. 19 del 6/2/2019, l’INPS ha comunicato le aliquote per il calcolo dei contributi dovuti dai soggetti iscritti alla gestione separata dell’INPS per l’anno 2019.

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e non pensionati:

  • Lavoratori autonomi-professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione separata INPS in quanto non obbligati al versamento contributivo alle Casse previdenziali di categoria (professionisti “senza Cassa”): 25,72%;
  • Lavoratori senza partita IVA ai quali si applica la contribuzione “DIS-COLL” – indennità di disoccupazione quali: collaborazioni coordinate e continuative, anche occasionali, collaborazioni rese da amministratori, liquidatori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti, dottorati di ricerca, assegni e borse di studio: 34,23%;
  • Altri lavoratori senza partita IVA a quali non si applica la contribuzione “DIS-COLL”, quali: componenti di commissioni e collegi, Amministratori di Enti locali non dipendenti, venditori porta a porta, lavoratori autonomi occasionali, associati in partecipazione (per i contratti in corso al 25/6/2015 e fino alla loro cessazione), medici in formazione specialistica: 33,72%.

Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 24,00%.

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente rimane fissata nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi, salvo il caso di associazione in partecipazione, per la quale la ripartizione tra associante e associato avviene in misura pari rispettivamente al 55% e al 45% dell’onere totale.

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata in qualità di lavoratori autonomi titolari di partita IVA l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi e il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi.

Per l’anno 2019 le aliquote di contribuzione sono applicabili, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla gestione separata, fino al raggiungimento del massimale annuo di reddito di € 102.543,00.

Il minimale di reddito per l’anno 2019, che consente agli iscritti l’accredito dell’intero anno, è invece pari a € 15.878,00.

Monday, 11 February 2019 14:48

CIRCOLARE 2/2019 CERTIFICAZIONE UNICA

Oggetto: Certificazione Unica

Certificazione Unica “CU 2019” – Compilazione e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate – Scadenza 7/3/2018

E’ stata approvata la Certificazione Unica “CU 2019”, relativa all’anno 2018, dei redditi di lavoro dipendente ed equiparati, di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei corrispettivi derivanti da contratti di locazioni brevi.

In via esemplificativa, sono tenuti alla compilazione e invio della “CU 2019” i soggetti che nel 2018 hanno corrisposto somme e/o valori soggetti a ritenuta alla fonte, ai sensi degli artt. 23, 24, 25, 25 bis, 25 ter e 29 del D.P.R. 600/73 e 33, c.4, del D.P.R 42/88 (quali, ad es., redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di lavoro autonomo e taluni redditi diversi, provvigioni, corrispettivi erogati dai condomini per prestazioni relative a contratti d’appalto, indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma, indennità di esproprio e simili, somme liquidate a seguito di pignoramenti presso terzi), nonché contributi previdenziali e assistenziali, e/o premi assicurativi dovuti all’INAIL e i corrispettivi derivanti da contratti di locazioni brevi.

Sono tenuti alla presentazione della Certificazione Unica anche i soggetti che hanno corrisposto compensi di lavoro autonomo rientranti in regimi agevolati, anche se non è stata effettuata la ritenuta.

Devono inoltre presentare la Certificazione Unica tutti i soggetti tenuti ad assicurare contro gli infortuni e le malattie professionali i lavoratori per i quali ricorre la tutela obbligatoria e l'obbligo della denuncia nominativa.

La Certificazione Unica 2019 si compone di:

• un modello “ordinario” da trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7/3/2019;

• un modello “sintetico” da consegnare al contribuente percettore delle somme entro il 31/3/2019.

La trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, può avvenire entro il 31/10/2019, termine di presentazione delle dichiarazioni dei sostituti di imposta Mod. 770.

Certificazione degli utili ed altri proventi equiparati corrisposti nel corso del 2018 – Modello CUPE – Scadenza 31.03.2019

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15/1/2019, è stato approvato il nuovo schema da utilizzare per la certificazione degli utili societari e altri proventi equiparati corrisposti a decorrere dal 1/1/2018.

Nel nuovo schema di certificazione sono state recepite le disposizioni introdotte dalla L. 205/2017 che ha equiparato il trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata, con riferimento ai redditi di capitali percepiti dall’1/1/2018 dalle persone fisiche, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%. È tuttavia previsto un regime transitorio in base al quale si applicano le previgenti disposizioni per le distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate formatesi con utili prodotti fino al 31/12/2017 (soggetti solari) la cui distribuzione è stata deliberata tra il 1/1/2018 e il 31/12/2022 (concorrenza alla base imponibile Irpef nella misura del 40%, 49,72% o 58,14%.

La certificazione deve essere rilasciata entro il 31/03/2019 ai soggetti residenti nel territorio dello Stato percettori nel 2018 di utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES (Spa, Srl, etc.), residenti e non residenti, in qualunque forma corrisposti con esclusione degli utili e degli altri proventi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta o a imposta sostituiva ai sensi degli artt. 27 e 27-ter del D.P.R. 600/1973.

La certificazione va rilasciata anche per la distribuzione di riserve di capitale (es. riserve da sovrapprezzo azioni) che sono considerate utili o riserve di utili ai sensi dell’art. 47, c. 1, TUIR, D.P.R. 917/86.

La certificazione può essere rilasciata anche ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato che hanno percepito utili o altri proventi equiparati assoggettati a ritenuta a titolo di imposta o imposta sostitutiva, anche in misura convenzionale, e utili ai quali si applicano le disposizioni di cui all’art. 27 bis del D.P.R. 600/73.

La certificazione deve essere utilizzata dai percettori degli utili per indicare nella dichiarazione annuale dei redditi i proventi conseguiti.

La certificazione deve essere rilasciata anche per attestare i dati relativi a:

a) proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni di cui all’art. 44, c. 2, lett. a) del TUIR;

b) proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, c. 1, lett. f) del TUIR con apporto di capitale ovvero di capitale e opere o servizi;

c) agli interessi passivi riqualificati come dividendi per effetto dell’applicazione, alla società erogante, delle disposizioni previste dall’art. 98 del TUIR (in vigore fino al 31.12.2007);

d) utili derivanti dalla partecipazione in SIIQ (società di investimento immobiliare quotate) e SIINQ (società di investimento immobiliare non quotate), assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto.

Friday, 08 February 2019 11:05

CIRCOLARE 1/2019 DICHIARAZIONE IVA 2019

1.Fogli di lavoro per la dichiarazione IVA annuale

In allegato alla presente Vi inviamo alcuni fogli di lavoro che potrete utilizzare per la raccolta dei dati necessari per la redazione della dichiarazione Iva annuale e per effettuare gli opportuni controlli con i progressivi annuali relativi alla liquidazione di detta imposta.

La dichiarazione Iva dell'anno 2018 deve essere presentata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati dal 1° febbraio al 30 aprile 2019.

 

2.Termini per il versamento dell'IVA annuale

L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata entro il 18 marzo (in quanto il 16/03/19 cade di sabato).

I contribuenti potranno versare in unica soluzione ovvero rateizzare ai sensi dell’art. 20 D.Lgs. 9.07.1997, n. 241. Le rate dovranno essere di pari importo e la prima rata dovrà essere versata entro il termine previsto per il versamento dell’IVA in unica soluzione. Le rate successive dovranno essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza e in ogni caso l’ultima rata non potrà essere versata oltre il 16.11. Sull’importo delle rate successive alla prima sarà dovuto l’interesse fisso di rateizzazione pari allo 0,33% mensile, pertanto la seconda rata dovrà essere aumentata dello 0,33%, la terza rata dello 0,66% e così via.

Il versamento potrà essere differito alla scadenza prevista dalla dichiarazione dei redditi (fissata al 30 giugno dall’art. 17, c. 1, primo periodo, D.P.R. n. 435/2001), con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16.03.

 

3.Compensazione di crediti IVA

Come già più volte in passato comunicato, la compensazione del credito IVA annuale, può essere effettuata per importi:

  • fino a 5.000 euro, liberamente;

  • superiori a 5.000 euro annui: a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione IVA, se la stessa abbia ottenuto il visto di conformità (art. 35 D. Lgs. 241/97) o, in alternativa, sia sottoscritta dal soggetto che esercita il controllo contabile.

    Per l’anno 2019 il limite massimo complessivo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili in F24 (ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 241/97) ovvero rimborsabile tramite conto fiscale, è di Euro 700.000,00.