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Studio Frasnedi

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Monday, 11 February 2019 15:04

CIRCOLARE 4/2019 SCADENZE 28 FEBBRAIO 2019

OGGETTO: Scadenze 28 febbraio 2019

Termine di presentazione delle seguenti comunicazioni:

Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche

Entro il 28.2.2019 deve essere inviata in via telematica la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre 2018 (quarto trimestre per i soggetti trimestrali e liquidazioni dei mesi di ottobre, novembre e dicembre per i soggetti mensili).

Comunicazione dei dati delle fatture

Entro il 28.2.2019 deve essere inviata la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. “spesometro”) nel terzo e nel quarto trimestre 2018 ovvero nel secondo semestre 2018 in caso di opzione di invio dei dati con cadenza semestrale.

La comunicazione dei dati delle fatture è abolita con decorrenza dall’1.1.2019 per effetto dell’introduzione della fattura elettronica.

Comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere

Entro il 28.2.2019 deve essere presentata la comunicazione dei dati relativi alle operazioni da e verso l’estero del mese di gennaio 2019 prevista secondo quanto di seguito indicato.

A partire dall’1.1.2019 è stato introdotto l’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica tra soggetti residenti in Italia ed è stato abolito il c.d. “spesometro”.

Le fatture emesse nei confronti di soggetti non residenti e quelle ricevute sempre da soggetti non residenti continuano invece a essere “cartacee” e non transitano per il Sistema di interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato così introdotto l’obbligo dall’1.1.2019 per i soggetti passivi Iva residenti o stabiliti in Italia di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle fatture relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non residenti e non stabiliti, secondo le modalità previste da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Restano escluse dalla comunicazione le operazioni documentate da bolletta doganale (di importazione o di esportazione di merci) e quelle emesse verso soggetti non residenti e non stabiliti documentate mediante fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio.

La comunicazione deve essere inviata, in via telematica, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Per la data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

Monday, 11 February 2019 14:57

CIRCOLARE 3/2019 INPS GESTIONE SEPARATA

OGGETTO: Inps – Gestione separata (art. 2, L. 8 agosto 1995, n. 335) – Aliquote contributive e massimale per l’anno 2019

Con circolare n. 19 del 6/2/2019, l’INPS ha comunicato le aliquote per il calcolo dei contributi dovuti dai soggetti iscritti alla gestione separata dell’INPS per l’anno 2019.

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e non pensionati:

  • Lavoratori autonomi-professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione separata INPS in quanto non obbligati al versamento contributivo alle Casse previdenziali di categoria (professionisti “senza Cassa”): 25,72%;
  • Lavoratori senza partita IVA ai quali si applica la contribuzione “DIS-COLL” – indennità di disoccupazione quali: collaborazioni coordinate e continuative, anche occasionali, collaborazioni rese da amministratori, liquidatori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti, dottorati di ricerca, assegni e borse di studio: 34,23%;
  • Altri lavoratori senza partita IVA a quali non si applica la contribuzione “DIS-COLL”, quali: componenti di commissioni e collegi, Amministratori di Enti locali non dipendenti, venditori porta a porta, lavoratori autonomi occasionali, associati in partecipazione (per i contratti in corso al 25/6/2015 e fino alla loro cessazione), medici in formazione specialistica: 33,72%.

Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 24,00%.

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente rimane fissata nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi, salvo il caso di associazione in partecipazione, per la quale la ripartizione tra associante e associato avviene in misura pari rispettivamente al 55% e al 45% dell’onere totale.

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata in qualità di lavoratori autonomi titolari di partita IVA l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi e il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi.

Per l’anno 2019 le aliquote di contribuzione sono applicabili, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla gestione separata, fino al raggiungimento del massimale annuo di reddito di € 102.543,00.

Il minimale di reddito per l’anno 2019, che consente agli iscritti l’accredito dell’intero anno, è invece pari a € 15.878,00.

Monday, 11 February 2019 14:48

CIRCOLARE 2/2019 CERTIFICAZIONE UNICA

Oggetto: Certificazione Unica

Certificazione Unica “CU 2019” – Compilazione e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate – Scadenza 7/3/2018

E’ stata approvata la Certificazione Unica “CU 2019”, relativa all’anno 2018, dei redditi di lavoro dipendente ed equiparati, di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei corrispettivi derivanti da contratti di locazioni brevi.

In via esemplificativa, sono tenuti alla compilazione e invio della “CU 2019” i soggetti che nel 2018 hanno corrisposto somme e/o valori soggetti a ritenuta alla fonte, ai sensi degli artt. 23, 24, 25, 25 bis, 25 ter e 29 del D.P.R. 600/73 e 33, c.4, del D.P.R 42/88 (quali, ad es., redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di lavoro autonomo e taluni redditi diversi, provvigioni, corrispettivi erogati dai condomini per prestazioni relative a contratti d’appalto, indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma, indennità di esproprio e simili, somme liquidate a seguito di pignoramenti presso terzi), nonché contributi previdenziali e assistenziali, e/o premi assicurativi dovuti all’INAIL e i corrispettivi derivanti da contratti di locazioni brevi.

Sono tenuti alla presentazione della Certificazione Unica anche i soggetti che hanno corrisposto compensi di lavoro autonomo rientranti in regimi agevolati, anche se non è stata effettuata la ritenuta.

Devono inoltre presentare la Certificazione Unica tutti i soggetti tenuti ad assicurare contro gli infortuni e le malattie professionali i lavoratori per i quali ricorre la tutela obbligatoria e l'obbligo della denuncia nominativa.

La Certificazione Unica 2019 si compone di:

• un modello “ordinario” da trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7/3/2019;

• un modello “sintetico” da consegnare al contribuente percettore delle somme entro il 31/3/2019.

La trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, può avvenire entro il 31/10/2019, termine di presentazione delle dichiarazioni dei sostituti di imposta Mod. 770.

Certificazione degli utili ed altri proventi equiparati corrisposti nel corso del 2018 – Modello CUPE – Scadenza 31.03.2019

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15/1/2019, è stato approvato il nuovo schema da utilizzare per la certificazione degli utili societari e altri proventi equiparati corrisposti a decorrere dal 1/1/2018.

Nel nuovo schema di certificazione sono state recepite le disposizioni introdotte dalla L. 205/2017 che ha equiparato il trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata, con riferimento ai redditi di capitali percepiti dall’1/1/2018 dalle persone fisiche, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%. È tuttavia previsto un regime transitorio in base al quale si applicano le previgenti disposizioni per le distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate formatesi con utili prodotti fino al 31/12/2017 (soggetti solari) la cui distribuzione è stata deliberata tra il 1/1/2018 e il 31/12/2022 (concorrenza alla base imponibile Irpef nella misura del 40%, 49,72% o 58,14%.

La certificazione deve essere rilasciata entro il 31/03/2019 ai soggetti residenti nel territorio dello Stato percettori nel 2018 di utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES (Spa, Srl, etc.), residenti e non residenti, in qualunque forma corrisposti con esclusione degli utili e degli altri proventi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta o a imposta sostituiva ai sensi degli artt. 27 e 27-ter del D.P.R. 600/1973.

La certificazione va rilasciata anche per la distribuzione di riserve di capitale (es. riserve da sovrapprezzo azioni) che sono considerate utili o riserve di utili ai sensi dell’art. 47, c. 1, TUIR, D.P.R. 917/86.

La certificazione può essere rilasciata anche ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato che hanno percepito utili o altri proventi equiparati assoggettati a ritenuta a titolo di imposta o imposta sostitutiva, anche in misura convenzionale, e utili ai quali si applicano le disposizioni di cui all’art. 27 bis del D.P.R. 600/73.

La certificazione deve essere utilizzata dai percettori degli utili per indicare nella dichiarazione annuale dei redditi i proventi conseguiti.

La certificazione deve essere rilasciata anche per attestare i dati relativi a:

a) proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni di cui all’art. 44, c. 2, lett. a) del TUIR;

b) proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, c. 1, lett. f) del TUIR con apporto di capitale ovvero di capitale e opere o servizi;

c) agli interessi passivi riqualificati come dividendi per effetto dell’applicazione, alla società erogante, delle disposizioni previste dall’art. 98 del TUIR (in vigore fino al 31.12.2007);

d) utili derivanti dalla partecipazione in SIIQ (società di investimento immobiliare quotate) e SIINQ (società di investimento immobiliare non quotate), assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto.

Friday, 08 February 2019 11:05

CIRCOLARE 1/2019 DICHIARAZIONE IVA 2019

1.Fogli di lavoro per la dichiarazione IVA annuale

In allegato alla presente Vi inviamo alcuni fogli di lavoro che potrete utilizzare per la raccolta dei dati necessari per la redazione della dichiarazione Iva annuale e per effettuare gli opportuni controlli con i progressivi annuali relativi alla liquidazione di detta imposta.

La dichiarazione Iva dell'anno 2018 deve essere presentata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati dal 1° febbraio al 30 aprile 2019.

 

2.Termini per il versamento dell'IVA annuale

L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata entro il 18 marzo (in quanto il 16/03/19 cade di sabato).

I contribuenti potranno versare in unica soluzione ovvero rateizzare ai sensi dell’art. 20 D.Lgs. 9.07.1997, n. 241. Le rate dovranno essere di pari importo e la prima rata dovrà essere versata entro il termine previsto per il versamento dell’IVA in unica soluzione. Le rate successive dovranno essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza e in ogni caso l’ultima rata non potrà essere versata oltre il 16.11. Sull’importo delle rate successive alla prima sarà dovuto l’interesse fisso di rateizzazione pari allo 0,33% mensile, pertanto la seconda rata dovrà essere aumentata dello 0,33%, la terza rata dello 0,66% e così via.

Il versamento potrà essere differito alla scadenza prevista dalla dichiarazione dei redditi (fissata al 30 giugno dall’art. 17, c. 1, primo periodo, D.P.R. n. 435/2001), con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16.03.

 

3.Compensazione di crediti IVA

Come già più volte in passato comunicato, la compensazione del credito IVA annuale, può essere effettuata per importi:

  • fino a 5.000 euro, liberamente;

  • superiori a 5.000 euro annui: a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione IVA, se la stessa abbia ottenuto il visto di conformità (art. 35 D. Lgs. 241/97) o, in alternativa, sia sottoscritta dal soggetto che esercita il controllo contabile.

    Per l’anno 2019 il limite massimo complessivo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili in F24 (ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 241/97) ovvero rimborsabile tramite conto fiscale, è di Euro 700.000,00.

 

L’articolo 25-bis, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973, e successive modificazioni e integrazioni, sancisce espressamente che:

- le persone fisiche che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo, le società di persone, le associazioni fra artisti e professionisti, le società di capitali e i soggetti assimilati escluse le imprese agricole, i quali corrispondono provvigioni comunque denominate per le prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa;

- l'aliquota della predetta ritenuta di acconto è pari alla misura fissata dall'articolo 11 del TUIR, per il primo scaglione di reddito (attualmente pari al 23%).

Vi ricordiamo che per poter applicare nella misura ridotta prevista dall’art. 25bis, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (vale a dire applicando l’aliquota corrispondente al primo scaglione IRPEF sul 20% della base imponibile anziché sul 50%) la ritenuta d’acconto sulle provvigioni corrisposte per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari, occorre che i soggetti percipienti attestino, attraverso apposita dichiarazione spedita mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata, che per l’espletamento del loro mandato si avvalgono, in via continuativa, dell’opera di dipendenti o di terzi.

L’art. 27 del Decreto 175/2014 (“Decreto semplificazioni”) ha previsto che con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze verranno determinati nuovi criteri, termini e modalità per la presentazione della richiesta di applicazione della ritenuta ridotta e che la dichiarazione avrà validità sino a revoca.

In attesa dell’emanazione del Decreto, è stata pubblicata la circolare n. 31/E/2014 l’Agenzia delle entrate che ha fissato le regole da seguire nel periodo transitorio, prevedendo in particolare quanto segue:

• è possibile la trasmissione prevista dal D.M. 16 aprile 1983, anche tramite PEC, rispettando comunque i termini dal medesimo previsti (entro il 31 dicembre dell’anno precedente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero entro i 15 giorni successivi da quello in cui si sono verificate le condizioni, ovvero entro 15 giorni successivi alla stipula dei contratti o all’esecuzione della mediazione);

• la dichiarazione così trasmessa (mediante raccomandata o PEC), conserva validità ai fini dell’applicazione della ritenuta ridotta anche oltre l’anno cui si riferisce (ovvero le dichiarazioni inviate entro il 31/12/2018, o entro i 15 giorni successivi al verificarsi dei presupposti/alla stipula dei contratti o all’esecuzione della mediazione, conservano validità fino alla perdita dei requisiti);

• permane l’obbligo di dichiarare il venir meno delle condizioni entro 15 giorni dalla data in cui si verificano;

• la sanzione amministrativa prevista in caso di omissione si applica anche in caso di dichiarazione non veritiera (dati incompleti o non veritieri) circa la sussistenza dei presupposti per usufruire dell’aliquota ridotta (anche alle dichiarazioni inviate prima dell’entrata in vigore del decreto attuativo si applicherà, se più favorevole, la nuova sanzione, salvo che il provvedimento d’irrogazione della pena pecuniaria sia divenuto definitivo).

Alla luce di tali indicazioni occorre quindi ricordare che:

• coloro che hanno già inviato la comunicazione entro il 31.12.2014, il 31.12.2015, il 31.12.2016 o il 31.12.2017, al fine di vedersi ancora riconosciuta la riduzione delle ritenute Irpef applicate alle provvigioni riconosciute nel 2018, non dovranno più ripresentarla posto che la stessa conserva validità fino a revoca;

• coloro che non hanno ancora inviato la comunicazione dovranno, al fine di ottenere dal proprio mandante una riduzione della misura delle ritenute Irpef applicate alle provvigioni riconosciute nel 2019, procedere all’invio della stessa entro il prossimo 31 dicembre secondo le modalità sopra descritte;

• nel caso in cui le condizioni previste per l’applicazione della minore ritenuta si verifichino nel corso del 2018, il percipiente le provvigioni deve presentare una dichiarazione al committente, preponente o mandante, entro quindici giorni dal verificarsi delle predette variazioni, con le modalità sopra specificate. Entro lo stesso termine (15 giorni) devono essere dichiarate le variazioni in corso d’anno che fanno venire meno le condizioni per l’applicazione della ritenuta ridotta (articolo 3, del D.M. 16.04.1983).

Friday, 14 December 2018 17:23

CIRCOLARE 21/2018 OMAGGI NATALIZI

Breve excursus della disciplina fiscale degli omaggi fatti ai clienti e ai dipendenti, sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini delle imposte indirette.

Omaggi a clienti da parte di imprese

Il costo di acquisto dei beni da destinarsi a omaggio costituisce spesa di rappresentanza deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell'art. 108 del Tuir, nella misura prevista dal D.M. 19.11.2008, ossia, la deducibilità di dette spese, nel periodo d'imposta di sostenimento, è commisurata all'ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell'impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari:

a) all'1,5% dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;

b) allo 0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;

c) allo 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni

Soltanto per l'acquisto di beni di costo unitario non superiore a euro 50,00 è prevista l'integrale deducibilità dal reddito e la piena detraibilità della relativa Iva assolta.

L’Iva non detratta costituisce onere accessorio di diretta imputazione al costo e costituisce, di conseguenza, incremento di valore del costo del bene destinato a essere omaggiato.

Al momento della consegna degli omaggi l'operazione è fuori campo Iva ai sensi dell'art. 2, comma 2, numero 4) D.P.R. 633/72 per cui nessun adempimento è richiesto.

Nel particolare caso di omaggio di beni che rientrano nell'attività propria dell'impresa la cessione è rilevante ai fini Iva. In questo caso sarà possibile ricorrere, alternativamente, alla seguente documentazione: fattura (con o senza rivalsa dell'Iva) oppure autofattura per omaggi (senza possibilità di rivalsa dell'Iva) oppure annotazione in apposito registro degli omaggi (senza possibilità di rivalsa dell'Iva).

L'Iva sugli omaggi per la quale non viene esercitata la rivalsa rappresenta per il cedente un costo indeducibile.

Come precisato dalla stessa Amministrazione finanziaria, al fine di determinare il “valore unitario” dell’omaggio occorre fare riferimento:

  - al regalo nel suo complesso (ad esempio un cesto natalizio) e non ai singoli beni che lo compongono;

  - al costo di acquisto del bene comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione (es. iva indetraibile, costi di trasporto, ecc.…).

Omaggi a clienti da parte di professionisti

Se il soggetto che cede beni a titolo di omaggio è un professionista titolare di reddito di lavoro autonomo ai fini Iva la cessione costituisce sempre un’operazione fuori campo Iva. L’Iva assolta sull’acquisto è detraibile solo se il costo unitario dei beni non supera euro 50,00.

Ai fini reddituali la cessione gratuita non genera in capo al professionista componenti positivi, mentre l’acquisto dei beni costituisce sempre una spesa di rappresentanza deducibile nel periodo di imposta in cui viene sostenuto (principio di cassa) nel limite dell’1% dei compensi percepiti.

Omaggi a dipendenti

Le spese sostenute dall'impresa o professionista datore di lavoro per acquistare gli omaggi da destinare ai dipendenti sono deducibili dal reddito e costituisce spesa per prestazioni di lavoro dipendente (ai sensi dell’art. 95, comma 1, per le imprese, e dell'art. 54 del Tuir per i professionisti). L’art. 95 considera deducibili le spese a titolo di liberalità a favore dei lavoratori dipendenti, purché non siano riferite alle spese di cui all’art.100, comma 1, TUIR (istruzione, educazione, ecc.), in quanto queste ultime sono deducibili dal reddito d’impresa per un ammontare non superiore al 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.

Gli omaggi a dipendenti di beni non oggetto dell’attività d’impresa non sono rilevanti ai fini IVA, e l’IVA sull’acquisto di tali beni è indetraibile, indipendentemente dal costo unitario del bene.

Per il prestatore di lavoro subordinato gli omaggi ricevuti sono esclusi dalla base imponibile Irpef qualora contemporaneamente:

  1. vengano concessi alla generalità dei dipendenti o a particolari categorie;
  2. vengano dati in occasione di festività o ricorrenze;
  3. l'importo non superi euro 258,23 nell'anno; l'eventuale eccedenza costituisce reddito tassabile.

Nel caso in cui l'attribuzione dell'omaggio non rispetti le sopraelencate condizioni 1) e 2), al superamento della soglia di euro 258,23 diviene reddito imponibile in capo al dipendente l'intero ammontare dell'omaggio ricevuto.

Si riportano di seguito alcune tabelle riepilogative.

OMAGGI A CLIENTI DI BENI CHE NON RIENTRANO

NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni di valore unitario[1] (Iva esclusa) inferiore o uguale a Euro 50,00 Spese per omaggi interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: Fuori campo art. 2, comma 2, numero 4) DPR 633/72

Beni di valore unitario (Iva esclusa) superiore Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibile nel limite valori D.M. 19.11.2008

Acquisto: IVA indetraibile

Cessione: Fuori campo art. 2, comma 2, numero 4) DPR 633/72

(C.M. 188/E del 16.07.1998)


OMAGGI A CLIENTI DI BENI CHE RIENTRANO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni di valore unitario (Iva esclusa) inferiore o uguale a Euro 50,00 Spese per omaggi interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: Soggetta ad IVA

Con rivalsa Iva: emettere DDT + fattura, ovvero fattura immediata.

Senza rivalsa Iva: emettere DDT + a scelta:

- Autofattura (anche riepilogativa mensile);

- Registro omaggi.

Beni di valore unitario (Iva esclusa) superiore a Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibile nel limite valori D.M. 19.11.2008

 

OMAGGI AI DIPENDENTI

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni non rientranti nell’attività dell’impresa indipendentemente dal valore unitario Oneri personale dipendente interamente deducibili

Acquisto: IVA indetraibile (tesi prevalente)

Cessione: Fuori campo art. 2 c. 2 n. 4) DPR 633/72

E’ opportuno emettere DDT con causale “cessione omaggio- fuori campo I.V.A. ex art. 2 c.2 n. 4) DPR 633/72”

Beni che rientrano nella propria attività indipendentemente dal valore Oneri personale dipendente interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: soggetta a iva con fattura oppure con autofattura.

Spese alberghiere e somministrazione alimenti e bevande offerte alla generalità o a categorie di dipendenti in occasione di ricorrenze (purché inerenti e diverse da spese di rappresentanza)

75%

nei limiti del 5 per mille del costo del lavoro

Acquisto: IVA detraibile

purché regolarmente fatturate

 

OMAGGI DA PARTE DI PROFESSIONISTI

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni ceduti di valore unitario (Iva esclusa) inferiore a Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: fuori campo IVA art. 2, comma 2, n. 4) DPR 633/72

Beni ceduti di valore unitario (Iva inclusa) uguale o superiore a Euro 50,00

Acquisto: IVA indetraibile

Cessione: fuori campo IVA art. 2, comma 2, n. 4) DPR 633/72


Rammentiamo che al fine di provare l’inerenza delle spese sostenute l’impresa deve dare dimostrazione della destinazione dei beni da omaggiare.

A tale scopo può essere adottata una delle seguenti soluzioni:

- DDT con causale “cessione gratuita”;

- istituzione di un registro di carico e scarico con indicazione delle generalità del destinatario;

- qualora il valore dei beni risulti significativo, indicazione in un verbale del Consiglio di Amministrazione della decisione di procedere all’acquisto dei beni da omaggiare, nonché della loro destinazione.


[1] Per valore si intende il valore normale così come definito ai fini delle imposte dirette

Friday, 14 December 2018 17:00

CIRCOLARE 20/2018 ACCONTO IVA

Per l’anno 2018, il termine per il versamento dell’acconto IVA relativo all’ultimo periodo (mese o trimestre) dello stesso anno è fissato per il 27 dicembre 2018.

Al fine della determinazione dell’acconto IVA il contribuente può utilizzare alternativamente uno dei seguenti metodi:

A) METODO STORICO

I contribuenti che decidono di utilizzare questo metodo, devono versare un importo pari all’88% dell’imposta dovuta per il mese di dicembre 2017, al lordo dell’acconto versato nello stesso mese (ovvero all’88% dell’IVA dovuta per il quarto trimestre 2017 per i contribuenti trimestrali).

B) METODO PREVISIONALE

I contribuenti che decidono di utilizzare questo metodo, devono versare un importo pari all’88% dell’imposta che presumono risulterà dovuta a consuntivo in sede di liquidazione IVA del mese di dicembre 2018 (ovvero del quarto trimestre 2018 per i contribuenti trimestrali).

C) METODO ANALITICO

Questo metodo, introdotto dal D.L. n. 477/93, è in realtà particolarmente complesso.

I contribuenti devono infatti calcolare l’acconto IVA sulla base di una liquidazione straordinaria riferita alle operazioni effettuate nel periodo dal 1° al 20 dicembre (o dal 1° ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali), da annotarsi sul registro di cui all’art. 23 o sul registro di cui all’art. 24 del D.P.R. 633/72.

La complessità deriva in particolare dal fatto che si deve tenere conto, al fine di determinare l’imposta dovuta in relazione alle operazioni attive, non solo di quella relativa alle operazioni fatturate nel periodo considerato, ma anche di quella afferente le operazioni (ivi compresi gli acquisti intracomunitari) per le quali si è già verificato entro il 20 dicembre 2018 il momento di effettuazione identificato secondo quanto disposto dall’art. 6 della legge IVA (o dall’art. 39 del D.L. n. 331/93 per gli acquisti intracomunitari) ancorché non siano ancora decorsi i termini di emissione (o integrazione) delle relative fatture. L'estrema complessità di questo metodo di calcolo ne sconsiglia l’utilizzazione.

VERSAMENTO MINIMO

Qualora l’importo da versare risulti inferiore ad € 103,29 non si effettua alcun versamento in acconto.

VARIAZIONE DELLA PERIODICITA' DI LIQUIDAZIONE:

In ipotesi di variazione della periodicità di liquidazione:

- da trimestrale a mensile: il parametro su cui calcolare l’88% dovuto a titolo di acconto è costituito da un terzo della somma versata nella dichiarazione annuale relativa all’anno precedente (al      lordo dell’acconto);

- da mensile a trimestrale: l’acconto dell’88% va calcolato sulla base dei versamenti effettuati negli ultimi tre mesi dell’anno precedente (al lordo dell’acconto e al netto dell’eventuale eccedenza    detraibile emergente dalla liquidazione relativa a dicembre 2017).

CONTRIBUENTI TRIMESTRALI - INTERESSI

Sull’acconto non è dovuta la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.

MODALITA’ DI VERSAMENTO

I codici tributo da utilizzare nel Modello F24 sono i seguenti:

- 6013 versamento acconto per IVA mensile (contribuenti mensili);

- 6035 versamento IVA acconto (contribuenti trimestrali).

Ricordiamo inoltre che l’acconto IVA non può essere rateizzato, ma può essere compensato con i crediti risultanti dal Modello Unico e dalle denunce previdenziali.

SOGGETTI ESONERATI

Sono esclusi dall’obbligo di versamento coloro che:

1) hanno evidenziato, nell’ultimo periodo del 2017 un credito IVA;

2) ritengono di concludere a credito il 2018;

3) applicando il “metodo delle operazioni effettuate” evidenziano un credito nel periodo 1° dicembre (o 1° ottobre se trimestrali) - 20 dicembre 2018;

4) hanno cessato l’attività prima del 30 novembre o del 30 settembre 2018, se trimestrali;

5) hanno iniziato l’attività nel 2018;

6) sono società estinte per fusione o incorporazione entro il 30 novembre, se mensili, o entro il 30 settembre, se trimestrali;

7) i contribuenti minimi (ex D.L. 98/2011) e i forfettari (ex L. 190/2014).

SANZIONI

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto è dovuta una sanzione amministrativa pari al 30% delle somme non versate o versate in meno fatta salva la possibilità di regolarizzazione ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n. 472/1997 (ravvedimento operoso).

Friday, 14 December 2018 16:44

CIRCOLARE 19/2018 DICHIARAZIONI D'INTENTO

Si ricorda che gli esportatori abituali che intendono avvalersi del regime agevolativo devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento e consegnare la dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, al fornitore o prestatore, ovvero in dogana, prima dell’effettuazione dell’operazione.

Si dovrà, come in precedenza, porre particolare attenzione alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione stessa (campo 2). Se l’esportatore abituale nello stesso periodo di riferimento vuole acquistare senza Iva per un importo superiore a quello indicato nella dichiarazione d’intento presentata ne deve produrre una nuova indicando esclusivamente l’ulteriore ammontare che si intende utilizzare rispetto a quello precedentemente riportato.

Il fornitore deve continuare a effettuare il riscontro telematico dell’avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento prima di effettuare le operazioni non imponibili (ex art. 8, comma 1, lett. c) del DPR n. 633/72), al fine di non incorrere nelle sanzioni.

Friday, 14 December 2018 16:27

CIRCOLARE 18/2018 CONTABILITA' MAGAZZINO

La contabilità di magazzino deve essere tenuta a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente sono stati superati i seguenti limiti di ricavi e di rimanenze:

- Euro 5.164.568,99 per i ricavi;

- Euro 1.032.913,80 per le rimanenze finali di magazzino.

Tale obbligo cessa a partire dal primo periodo d’imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente l’ammontare dei ricavi o delle rimanenze è stato inferiore ai predetti limiti.

Pertanto, con decorrenza dal periodo d’imposta 2019, potranno verificarsi le seguenti situazioni:

- contribuenti che nei periodi d’imposta 2016 e 2017 hanno superato entrambi i predetti limiti: attivazione della contabilità di magazzino dal periodo d’imposta 2019;

- contribuenti che solo in uno dei periodi d’imposta 2017 e/o 2018 hanno superato i predetti limiti: in questo caso non occorre attivare la contabilità di magazzino;

- contribuenti già obbligati alle scritture di magazzino che nei periodi d’imposta 2017 e 2018 non hanno superato uno o entrambi dei predetti limiti: dal periodo d’imposta 2019 cessa l’obbligo della contabilità di magazzino.

Friday, 14 December 2018 16:02

CIRCOLARE 17/2018 NUMERO MECCANOGRAFICO

Entro il 31 dicembre di ogni anno le imprese operanti con l'estero titolari del codice meccanografico dovranno aggiornare la loro posizione con la convalida annuale on line.

Il codice meccanografico è un codice identificativo composto da otto caratteri alfanumerici, di cui i primi due indicano la provincia e gli altri un numero progressivo, che serve a identificare gli operatori abituali con l’estero, ed è assegnato dalla Camera di Commercio nella cui area metropolitana l’impresa richiedente ha la sede legale.  L'azienda in possesso di un numero meccanografico viene inserita in Italiancom, la banca dati delle ditte italiane operanti con l'estero. 

Chi non opera più con l’estero in modo abituale è invitato a chiedere la cancellazione on line del proprio numero meccanografico.

Il rinnovo del numero meccanografico può avvenire soltanto telematicamente, utilizzando la piattaforma www.registroimprese.it - servizi e-gov – operatori con l’estero, procedura che presuppone il possesso del dispositivo di firma digitale da parte del legale rappresentante e dell’adesione alla convenzione Telemaco, ovvero la pratica può essere trasmessa digitalmente tramite un intermediario abilitato in possesso di apposita procura da allegare alla pratica on line.

La mancata operazione di convalida comporterà la dicitura in visura che il numero meccanografico è sospeso.

Per maggiori informazioni: http://www.bo.camcom.gov.it/operare-con-lestero/italiancom-codice-meccanografico

In allegato troverete il prospetto da compilare e un manuale di istruzioni all’uso; nel caso vogliate avvalerVi dello Studio per l’invio del modulo, Vi preghiamo di restituircelo compilato entro e non oltre il 18/12/2018. La persona cui fare riferimento è Veronica.