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Studio Frasnedi

Studio Frasnedi

L’articolo 25-bis, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973, e successive modificazioni e integrazioni, sancisce espressamente che:
- le persone fisiche che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo, le società di persone, le associazioni fra artisti e professionisti, le società di capitali e i soggetti assimilati escluse     le imprese agricole, i quali corrispondono provvigioni comunque denominate per le prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di                     rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta     sul reddito delle persone giuridiche, dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa;
- l'aliquota della predetta ritenuta di acconto è pari alla misura fissata dall'articolo 11 del TUIR, per il primo scaglione di reddito (attualmente pari al 23%).

Vi ricordiamo che per poter applicare nella misura ridotta prevista dall’art. 25bis, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (vale a dire applicando l’aliquota corrispondente al primo scaglione IRPEF sul 20% della base imponibile anziché sul 50%) la ritenuta d’acconto sulle provvigioni corrisposte per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari, occorre che i soggetti percipienti attestino, attraverso apposita dichiarazione spedita mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata, che per l’espletamento del loro mandato si avvalgono, in via continuativa, dell’opera di dipendenti o di terzi.
L’art. 27 del Decreto 175/2014 (“Decreto semplificazioni”) ha previsto che con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze verranno determinati nuovi criteri, termini e modalità per la presentazione della richiesta di applicazione della ritenuta ridotta e che la dichiarazione avrà validità sino a revoca.
In attesa dell’emanazione del Decreto, è stata pubblicata la circolare n. 31/E/2014 l’Agenzia delle entrate che ha fissato le regole da seguire nel periodo transitorio, prevedendo in particolare quanto segue:
• è possibile la trasmissione prevista dal D.M. 16 aprile 1983, anche tramite PEC, rispettando comunque i termini dal medesimo previsti (entro il 31 dicembre dell’anno precedente mediante       lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero entro i 15 giorni successivi da quello in cui si sono verificate le condizioni, ovvero entro 15 giorni successivi alla stipula dei contratti o   all’esecuzione della mediazione);
• la dichiarazione così trasmessa (mediante raccomandata o PEC), conserva validità ai fini dell’applicazione della ritenuta ridotta anche oltre l’anno cui si riferisce (ovvero le dichiarazioni           inviate entro il 31/12/2017, o entro i 15 giorni successivi al verificarsi dei presupposti/alla stipula dei contratti o all’esecuzione della mediazione, conservano validità fino alla perdita dei             requisiti);
• permane l’obbligo di dichiarare il venir meno delle condizioni entro 15 giorni dalla data in cui si verificano;
• la sanzione amministrativa prevista in caso di omissione si applica anche in caso di dichiarazione non veritiera (dati incompleti o non veritieri) circa la sussistenza dei presupposti per               usufruire dell’aliquota ridotta (anche alle dichiarazioni inviate prima dell’entrata in vigore del decreto attuativo si applicherà, se più favorevole, la nuova sanzione, salvo che il provvedimento       d’irrogazione della pena pecuniaria sia divenuto definitivo).

Alla luce di tali indicazioni occorre quindi ricordare che:
• coloro che hanno già inviato la comunicazione entro il 31.12.2014, il 31.12.2015 o il 31.12.2016, al fine di vedersi ancora riconosciuta la riduzione delle ritenute Irpef applicate alle provvigioni     riconosciute nel 2017, non dovranno più ripresentarla posto che la stessa conserva validità fino a revoca;
• coloro che non hanno ancora inviato la comunicazione dovranno, al fine di ottenere dal proprio mandante una riduzione della misura delle ritenute Irpef applicate alle provvigioni riconosciute     nel 2018, procedere all’invio   della stessa entro il prossimo 31 dicembre secondo le modalità sopra descritte;
• nel caso in cui le condizioni previste per l’applicazione della minore ritenuta si verifichino nel corso del 2017, il percipiente le provvigioni deve presentare una dichiarazione al committente,       preponente o mandante, entro quindici giorni dal verificarsi delle predette variazioni, con le modalità sopra specificate. Entro lo stesso termine (15 giorni) devono essere dichiarate le                 variazioni in corso d’anno che fanno venire meno le condizioni per l’applicazione della ritenuta ridotta (articolo 3, del D.M. 16.04.1983).

Friday, 22 December 2017 12:00

Circolare 25/2017 - OMAGGI NATALIZI

Si invia un breve excursus della disciplina fiscale degli omaggi fatti ai clienti e ai dipendenti, sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini delle imposte indirette.

Omaggi a clienti da parte di imprese
Il costo di acquisto dei beni da destinarsi a omaggio costituisce spesa di rappresentanza deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell'art. 108 del Tuir, nella misura prevista dal D.M. 19.11.2008, ossia, la deducibilità di dette spese, nel periodo d'imposta di sostenimento, è commisurata all'ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell'impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari:

a) all'1,5% dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;
b) allo 0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
c) allo 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni.

Soltanto per l'acquisto di beni di costo unitario non superiore a euro 50,00 è prevista l'integrale deducibilità dal reddito e la piena detraibilità della relativa Iva assolta.

L’Iva non detratta costituisce onere accessorio di diretta imputazione al costo e costituisce, di conseguenza, incremento di valore del costo del bene destinato a essere omaggiato.

Al momento della consegna degli omaggi l'operazione è fuori campo Iva ai sensi dell'art. 2, comma 2, numero 4) D.P.R. 633/72 per cui nessun adempimento è richiesto.

Nel particolare caso di omaggio di beni che rientrano nell'attività propria dell'impresa la cessione è rilevante ai fini Iva. In questo caso sarà possibile ricorrere, alternativamente, alla seguente documentazione: fattura (con o senza rivalsa dell'Iva) oppure autofattura per omaggi (senza possibilità di rivalsa dell'Iva) oppure annotazione in apposito registro degli omaggi (senza possibilità di rivalsa dell'Iva).

L'Iva sugli omaggi per la quale non viene esercitata la rivalsa rappresenta per il cedente un costo indeducibile.
Come precisato dalla stessa Amministrazione finanziaria, al fine di determinare il “valore unitario” dell’omaggio occorre fare riferimento:
- al regalo nel suo complesso (ad esempio un cesto natalizio) e non ai singoli beni che lo compongono;
-  al costo di acquisto del bene comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione (es. iva indetraibile, costi di trasporto, ecc.…).

Omaggi a clienti da parte di professionisti
Se il soggetto che cede beni a titolo di omaggio è un professionista titolare di reddito di lavoro autonomo ai fini Iva la cessione costituisce sempre un’operazione fuori campo Iva. L’Iva assolta sull’acquisto è detraibile solo se il costo unitario dei beni non supera euro 50,00.

Ai fini reddituali la cessione gratuita non genera in capo al professionista componenti positivi, mentre l’acquisto dei beni costituisce sempre una spesa di rappresentanza deducibile nel periodo di imposta in cui viene sostenuto (principio di cassa) nel limite dell’1% dei compensi percepiti.

Omaggi a dipendenti
Le spese sostenute dall'impresa o professionista datore di lavoro per acquistare gli omaggi da destinare ai dipendenti sono deducibili dal reddito e costituiscono spesa per prestazioni di lavoro dipendente (ai sensi dell’art. 95, comma 1, per le imprese, e dell'art. 54 del Tuir per i professionisti). L’art. 95 considera deducibili le spese a titolo di liberalità a favore dei lavoratori dipendenti, purché non siano riferite alle spese di cui all’art.100, comma 1, TUIR (istruzione, educazione, ecc.), in quanto queste ultime sono deducibili dal reddito d’impresa per un ammontare non superiore al 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.

Gli omaggi a dipendenti di beni non oggetto dell’attività d’impresa non sono rilevanti ai fini IVA, e l’IVA sull’acquisto di tali beni è indetraibile, indipendentemente dal costo unitario del bene.

Per il prestatore di lavoro subordinato gli omaggi ricevuti sono esclusi dalla base imponibile Irpef qualora contemporaneamente:
1. vengano concessi alla generalità dei dipendenti o a particolari categorie;
2. vengano dati in occasione di festività o ricorrenze;
3. l'importo non superi euro 258,23 nell'anno; l'eventuale eccedenza costituisce reddito tassabile.
Nel caso in cui l'attribuzione dell'omaggio non rispetti le sopraelencate condizioni 1) e 2), al superamento della soglia di euro 258,23 diviene reddito imponibile in capo al dipendente l'intero ammontare dell'omaggio ricevuto.
Si riportano di seguito alcune tabelle riepilogative.

OMAGGI A CLIENTI DI BENI CHE NON RIENTRANO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA 

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni di valore unitario[1] (Iva esclusa) inferiore o uguale a Euro 50,00 Spese per omaggi interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: Fuori campo art. 2, comma 2, numero 4) DPR 633/72

Beni di valore unitario (Iva esclusa) superiore Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibile nel limite valori D.M. 19.11.2008

Acquisto: IVA indetraibile

Cessione: Fuori campo art. 2, comma 2, numero 4) DPR 633/72

(C.M. 188/E del 16.07.1998)

OMAGGI A CLIENTI DI BENI CHE RIENTRANO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA 

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni di valore unitario (Iva esclusa) inferiore o uguale a Euro 50,00 Spese per omaggi interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: Soggetta ad IVA

Con rivalsa Iva: emettere DDT + fattura, ovvero fattura immediata.

Senza rivalsa Iva: emettere DDT + a scelta:

- Autofattura (anche riepilogativa mensile);

- Registro omaggi.

Beni di valore unitario (Iva esclusa) superiore a Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibile nel limite valori D.M. 19.11.2008

 OMAGGI AI DIPENDENTI

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni non rientranti nell’attività dell’impresa indipendentemente dal valore unitario Oneri personale dipendente interamente deducibili

Acquisto: IVA indetraibile (tesi prevalente)

Cessione: Fuori campo art. 2 c. 2 n. 4) DPR 633/72

E’ opportuno emettere DDT con causale “cessione omaggio- fuori campo I.V.A. ex art. 2 c.2 n. 4) DPR 633/72”

Beni che rientrano nella propria attività indipendentemente dal valore Oneri personale dipendente interamente deducibili

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: soggetta a iva con fattura oppure con autofattura.

Spese alberghiere e somministrazione alimenti e bevande offerte alla generalità o a categorie di dipendenti in occasione di ricorrenze (purché inerenti e diverse da spese di rappresentanza)

75%

nei limiti del 5 per mille del costo del lavoro

Acquisto: IVA detraibile

purché regolarmente fatturate

OMAGGI DA PARTE DEI PROFESSIONISTI

TIPOLOGIA IMPOSTE DIRETTE IVA
Beni ceduti di valore unitario (Iva esclusa) inferiore a Euro 50,00 Spese di rappresentanza deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta

Acquisto: IVA detraibile

Cessione: fuori campo IVA art. 2, comma 2, n. 4) DPR 633/72

Beni ceduti di valore unitario (Iva inclusa) uguale o superiore a Euro 50,00

Acquisto: IVA indetraibile

Cessione: fuori campo IVA art. 2, comma 2, n. 4) DPR 633/72

 

 Rammentiamo che al fine di provare l’inerenza delle spese sostenute l’impresa deve dare dimostrazione della destinazione dei beni da omaggiare.

A tale scopo può essere adottata una delle seguenti soluzioni:
- DDT con causale “cessione gratuita”;
- istituzione di un registro di carico e scarico con indicazione delle generalità del destinatario;
- qualora il valore dei beni risulti significativo, indicazione in un verbale del Consiglio di Amministrazione della decisione di procedere all’acquisto dei beni da omaggiare, nonché della loro destinazione.

[1] Per valore si intende il valore normale così come definito ai fini delle imposte dirette

Friday, 22 December 2017 16:47

Circolare 24/2017 - LIBRI CONTABILI

La stampa dei libri contabili tenuti con sistemi meccanografici (libro giornale, registri iva, libro inventari) deve essere effettuata entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione annuale. Le società aventi esercizio corrispondente all’anno solare, considerato che il termine originario di trasmissione del Modello redditi 2017 era il 31 ottobre 2017, devono pertanto stampare i registri entro la data del 31 gennaio 2018.
Per quanto riguarda la tenuta dei libri e registri sopra indicati, essi devono esclusivamente essere numerati progressivamente, a cura del contribuente, in ogni pagina con indicazione dell’anno di riferimento (es. 1/2016, 2/2016, …); è importante sottolineare come la numerazione non deve necessariamente essere eseguita preventivamente per l’intero libro e per tutto il periodo di imposta, ma può essere effettuata nel momento stesso di utilizzo delle pagine (RM 12 marzo 2002 n. 85/E).

Oltre all’obbligo di numerazione progressiva per anno solare, per il libro giornale e per quello inventari – ne sono esclusi quindi gli altri libri richiesti dalla normativa fiscale – è previsto l’obbligo di corresponsione dell’imposta di bollo di importo pari a euro 16 per ogni 100 pagine o frazione di esse (art. 16 Tariffa allegata A al D.p.r. 642/72) per le Srl e le Spa e di euro 32 per ogni 100 pagine per le Snc, Sas e ditte individuali.

Per quanto concerne la modalità di pagamento dell’imposta di bollo, essa può essere assolta mediante:
- applicazione di marche sulla prima pagina numerata;
- versamento con modello di pagamento F23 (codice tributo “458T imposta di bollo su libri e registri”) e riporto degli estremi della relativa ricevuta di pagamento sulla prima pagina numerata;
- versamento con modello di pagamento F24 (codice tributo “2501 Sezione Erario imposta di bollo su libri e registri”) e riporto degli estremi della relativa ricevuta di pagamento sulla prima pagina numerata.

Per quanto concerne invece la conservazione dei registri in via informatica con modalità sostitutiva, ricordiamo che il processo di conservazione dei documenti informatici si conclude con l’apposizione di un riferimento temporale, opponibile a terzi, sul pacchetto di archiviazione (o marca temporale), entro il termine di 3 mesi dalla scadenza della presentazione delle dichiarazione annuali.

L’imposta di bollo viene corrisposta in un’unica soluzione direttamente a saldo, sulla base dei documenti informatici effettivamente elaborati. La conservazione informatica dei documenti sconta l’imposta di bollo di 16 Euro ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse.

Il decreto ministeriale del 17 giugno 2014 ha modificato anche le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo dovuta sui documenti registrati e/o emessi durante l’anno, essendo dovuta in un’unica soluzione con modalità esclusivamente telematica mediante F24 on line, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Al fine di effettuare i predetti versamenti, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 106/2014, ha istituito il codice tributo 2501 denominato “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del decreto 17 giugno 2014”.

Si ricorda che gli esportatori abituali che intendono avvalersi del regime agevolativo devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento e consegnare la dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, al fornitore o prestatore, ovvero in dogana, prima dell’effettuazione dell’operazione.

Si dovrà, come in precedenza, porre particolare attenzione alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione stessa (campo 2). Se l’esportatore abituale nello stesso periodo di riferimento vuole acquistare senza Iva per un importo superiore a quello indicato nella dichiarazione d’intento presentata ne deve produrre una nuova indicando esclusivamente l’ulteriore ammontare che si intende utilizzare rispetto a quello precedentemente riportato.

Il fornitore deve continuare a effettuare il riscontro telematico dell’avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento prima di effettuare le operazioni non imponibili (ex art. 8, comma 1, lett. c) del DPR n. 633/72), al fine di non incorrere nelle sanzioni.

Thursday, 21 December 2017 16:33

Circolare 22/2017 - CONTABILITA' DI MAGAZZINO

La contabilità di magazzino deve essere tenuta a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente sono stati superati i seguenti limiti di ricavi e di rimanenze:

- Euro 5.164.568,99 per i ricavi;
- Euro 1.032.913,80 per le rimanenze finali di magazzino.

Tale obbligo cessa a partire dal primo periodo d’imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente l’ammontare dei ricavi o delle rimanenze è stato inferiore ai predetti limiti.

Pertanto, con decorrenza dal periodo d’imposta 2018, potranno verificarsi le seguenti situazioni:

- contribuenti che nei periodi d’imposta 2015 e 2016 hanno superato entrambi i predetti limiti: attivazione della contabilità di magazzino dal periodo d’imposta 2018;
- contribuenti che solo in uno dei periodi d’imposta 2016 e/o 2017 hanno superato i predetti limiti: in questo caso non occorre attivare la contabilità di magazzino;
- contribuenti già obbligati alle scritture di magazzino che nei periodi d’imposta 2016 e 2017 non hanno superato uno o entrambi dei predetti limiti: dal periodo d’imposta 2018 cessa l’obbligo della contabilità di magazzino.

 

Thursday, 21 December 2017 16:25

Circolare 21/2017 - CODICE LEI

Con l’entrata in vigore della direttiva Mifid 2 (Market in financial instruments directive) e del regolamento Mifir (Markets in financial instruments regulation) in materia di mercati degli strumenti finanziari, a partire dal 3 gennaio 2018 tutte le entità giuridiche che sono o intendono essere titolari di un conto titoli presso intermediari finanziari, quindi titolari di strumenti finanziari e di investimento (azioni, obbligazioni, fondi, ecc.) dovranno richiedere un codice Lei (Legal entity identifier code).

Si tratta di un codice alfanumerico composto di 20 caratteri, assegnato a livello internazionale, istituito come obbligo per fini di segnalazione a Esma (l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati). I criteri per ottenere un Lei sono:
- essere una “legal person”;
- essere iscritti a un pubblico registro.

Il Lei deve essere rinnovato annualmente, l’istituto italiano delegato è Info Camere attraverso l'apposita sezione del sito.

 

 

Friday, 22 December 2017 11:42

NATALE 2017

 

Vi comunichiamo che dal 27 al 29 Dicembre 2017 la segreteria dello Studio osserverà i seguenti orari: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 17.30.

La settimana dal 2 al 5 Gennaio 2018 la segreteria osserverà il seguente orario: dalle 9.00 alle 13.00.

 

Vi auguriamo Buone Feste.

 

Entro il 31 dicembre di ogni anno le imprese operanti con l'estero titolari del codice meccanografico dovranno aggiornare la loro posizione con la convalida annuale on line.
Il codice meccanografico è un codice identificativo composto da otto caratteri alfanumerici, di cui i primi due indicano la provincia e gli altri un numero progressivo, che serve ad identificare gli operatori abituali con l’estero, ed è assegnato dalla Camera di Commercio nella cui area metropolitana l’impresa richiedente ha la sede legale. L'azienda in possesso di un numero meccanografico viene inserita in Italiancom, la banca dati delle ditte italiane operanti con l'estero.
Chi non opera più con l’estero in modo abituale è invitato a chiedere la cancellazione on line del proprio numero meccanografico.
Il rinnovo del numero meccanografico può avvenire soltanto telematicamente, utilizzando la piattaforma www.registroimprese.it - servizi e-gov – operatori con l’estero, procedura che presuppone il possesso del dispositivo di firma digitale da parte del legale rappresentante e dell’adesione alla convenzione Telemaco, ovvero la pratica può essere trasmessa digitalmente tramite un intermediario abilitato in possesso di apposita procura da allegare alla pratica on line.
La mancata operazione di convalida comporterà la dicitura in visura che il numero meccanografico è sospeso.
Per maggiori informazioni: http://www.bo.camcom.gov.it/Promozione-e-Internazionalizzazione/atti-certificati-estero/codice-meccanografico
In allegato troverete il prospetto da compilare e un manuale di istruzioni all’uso; nel caso vogliate avvalerVi dello Studio per l’invio del modulo, Vi preghiamo di restituircelo compilato entro e non oltre il 15/12/2017. Le persone cui fare riferimento sono Daisy e Veronica.

Monday, 11 December 2017 10:26

Circolare 19/2017 - INTRASTAT

Con il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 194409 del 25/09/2017 sono state definite misure di semplificazione relative alla presentazione dei Modelli Intrastat. Le semplificazioni si applicano a partire dall'anno 2018, con riferimento agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018.

Le novità introdotte dal provvedimento
Il Provvedimento ha previsto, a partire dal 2018:

- l’abolizione dei modelli Intrastat relativi agli acquisti di beni e servizi per i soggetti con periodicità trimestrale;

- la presentazione, ai soli fini statistici, dei modelli Intrastat relativi agli acquisti di beni e servizi da parte dei soggetti con periodicità mensile;

- l’innalzamento della soglia di ammontare di operazioni intracomunitarie effettuate in uno dei quattro trimestri precedenti, al raggiungimento della quale i soggetti risultano obbligati a presentare    i modelli con periodicità mensile:

   - da 50.000,00 a 200.000,00 euro trimestrali, per gli acquisti intracomunitari di beni;

   - da 50.000,00 a 100.000,00 euro trimestrali, per gli acquisti di servizi;

   la verifica va effettuata distintamente per ciascuna categoria di operazioni.

- l’innalzamento della soglia al di sotto della quale i soggetti passivi, con periodicità mensile, non sono tenuti a compilare i dati statistici per le cessioni intracomunitarie di beni (la compilazione   è opzionale nel caso in cui, in   ciascuno dei quattro trimestri precedenti, l’ammontare di cessioni di beni intra-UE effettuate sia inferiore alla soglia di 100.000,00 euro)

- la semplificazione delle modalità di compilazione del campo “Codice Servizio”, ove presente nei modelli.

Si riepiloga di seguito la disciplina di presentazione dei modelli Intrastat applicabile dal 2018 come ridefinita dal provvedimento in esame.

Cessioni Intracomunitarie di beni

I modelli INTRA-1 bis dovranno essere presentati:

- con periodicità trimestrale, da parte dei soggetti passivi che, in ciascuno dei quattro trimestri precedenti, hanno realizzato cessioni intracomunitarie di beni per un ammontare totale, in             ciascun trimestre, non superiore a 50.000,00 euro (ferma restando la possibilità di optare per la presentazione mensile);

- con periodicità mensile nei restanti casi.

La compilazione dei dati statistici nei modelli INTRA-1 bis è facoltativa per i soggetti che presentano gli elenchi con periodicità mensile e che, nei quattro trimestri precedenti, hanno effettuato cessioni intracomunitarie, in ciascun trimestre, per un ammontare totale:

- superiore a 50.000,00 euro,

- ma inferiore a 100.000,00 euro.

Acquisti intracomunitari di beni

Dal 2018 è abolito l’obbligo di presentazione dei modelli INTRASTAT relativi agli acquisti intracomunitari di beni per i soggetti che, nei quattro trimestri precedenti, hanno effettuato acquisti intracomunitari per un ammontare totale, in ciascun trimestre, inferiore a 200.000,00 euro.

Per tali soggetti i dati statistici sono acquisiti dall’Agenzia delle Entrate mediante le comunicazioni dei dati delle fatture, e resi disponibili all’Agenzia delle Dogane, all’ISTAT e alla Banca d’Italia.

I soggetti che, invece, in almeno uno dei quattro trimestri precedenti, hanno effettuato acquisti intra-comunitari di beni per un ammontare uguale o superiore a 200.000,00 euro sono tenuti a presentare gli elenchi riepilogativi con periodicità mensile, ma soltanto ai fini statistici.

Prestazioni di servizi rese
I modelli INTRA-1 quater dovranno essere presentati:

- con periodicità trimestrale, da parte dei soggetti passivi che, nei quattro trimestri precedenti, hanno effettuato prestazioni intracomunitarie per un ammontare totale, in ciascun trimestre, non superiore a 50.000,00 euro   (ferma restando la possibilità di optare per la presentazione mensile);

- con periodicità mensile nei restanti casi.

Prestazioni di servizi ricevute
Dal 2018 è abolito l’obbligo di presentazione dei modelli Intrastat - INTRA-2 quater relativi alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi UE per coloro che, nei quattro trimestri precedenti, hanno acquistato servizi intra-UE per un ammontare totale, in ciascun trimestre, inferiore a 100.000,00 euro.
Per tali soggetti, i dati statistici sono acquisiti dall’Agenzia delle Entrate mediante le comunicazioni dei dati delle fatture, e resi disponibili all’Agenzia delle Dogane, all’ISTAT e alla Banca d’Italia.
I soggetti che, invece, in almeno uno dei quattro trimestri precedenti, hanno acquistato servizi da soggetti UE per un ammontare uguale o superiore a 100.000,00 euro sono tenuti a presentare gli elenchi riepilogativi con periodicità mensile, ma soltanto ai fini statistici.

Compilazione del campo “”Codice Servizio”
Per i modelli INTRA 1- quater e INTRA 2 - quater, è prevista una modalità di compilazione semplificata del campo “Codice Servizio”.
Si passa infatti dalla classificazione (CPA) a 6 cifre alla classificazione a 5 cifre e viene inoltre prevista l’introduzione di un motore di ricerca e di forme di assistenza a favore degli operatori.

Disciplina dal 2018
Tipologia di operazioni Modello INTRASTAT Operazioni trimestri precedenti Periodicità di presentazione Semplificazioni
Cessioni intra-UE INTRA-1 bis > 50.000 euro Mensile La compilazione dei dati statistici è facoltativa se le cessioni effettuate in ciascuno dei quattro trimestri precedenti sono inferiori all’am­mon­tare di 100.000,00 euro
50.000 euro Trimestrale -

Disciplina dal 2018
Tipologia di operazioni Modello INTRASTAT Operazioni trimestri precedenti Periodicità di presentazione Semplificazioni
Acquisti intra-UE INTRA-2 bis 200.000 euro* Mensile Presentazione ai soli fini statistici
< 200.000 euro - Abolizione dell’obbligo
Prestazioni rese a soggetti UE INTRA-1 quater > 50.000 euro Mensile Compilazione semplificata del campo “Codice Servizio”
50.000 euro Trimestrale
Prestazioni ricevute da soggetti UE INTRA-2 quater 100.000 euro* Mensile Presentazione ai soli fini statistici
Compilazione sem­plificata del campo “Codice Servizio”
< 100.000 euro - Abolizione dell’obbligo

 

* La soglia di riferimento è innalzata rispetto a quella prevista nell’ambito della disciplina vigente fino al 2017 (pari a 50.000,00 euro).

Termini di presentazione
Rimane confermato il termine di presentazione dei modelli INTRASTAT entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento.

 

 

 

 









Monday, 27 November 2017 16:37

Circolare 18/2017 - SALDO IMU, TASI 2017

 

Entro il 16 dicembre 2017, prorogato al 18 dicembre cadendo il 16 di sabato, dovranno essere versate le seconde rate dell’IMU e della TASI dovute per il 2017.

Il versamento della prima rata dell’IMU, scaduta il 16.6.2017, è stato eseguito sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente.

Il versamento della seconda rata è eseguito, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base degli atti dei Comuni, contenenti le aliquote e le detrazioni per l’anno 2017, adottati entro il 31 marzo 2017, pubblicati alla data del 28 ottobre 2017.

In caso di mancata pubblicazione da parte dei Comuni delle delibere e dei regolamenti entro il 28 ottobre 2017, si applicano le aliquote e le detrazioni dell’anno precedente.

Vi preghiamo inoltre di comunicarci, entro il 4 dicembre 2017, quanto segue:

a) vendite o acquisti di terreni, aree edificabili o fabbricati dopo il 30 giugno 2017 e, se previste, vendite o acquisti da qui al 16 dicembre 2017. In caso affermativo, Vi preghiamo di farci pervenire quanto prima copia dei rogiti notarili in relazione alle compravendite immobiliari;

b) attribuzione di rendita definitiva di unità immobiliari per le quali il calcolo della prima rata dell’imposta relativa all’anno 2017 è stato eseguito sulla base di una rendita presunta;

c) l’eventuale modifica intervenuta nello stato dei terreni (da agricolo a edificabile o viceversa).

In mancanza di diverse comunicazioni da parte Vostra, procederemo al calcolo dell’IMU dovuta a saldo per l’anno 2017 come se non fossero intervenute variazioni di sorta nei dati in nostro possesso.

 

Modalità di versamento

I versamenti dell’IMU e della Tasi effettuati mediante il modello F24 permettono di compensare l’imposta dovuta con eventuali crediti fiscali o contributivi disponibili, nei limiti delle vigenti disposizioni.

I soggetti titolari di partita Iva sono tenuti a effettuare i versamenti tramite il modello F24 utilizzando l’home banking se non sono esposte compensazioni, mentre in quest’ultimo caso è obbligatorio servirsi delle modalità telematiche.

Per i soggetti non titolari di partita Iva si presentano le seguenti casistiche:

• Modello F24 in cui non sono esposte compensazioni: si può utilizzare il Modello F24 cartaceo per qualsiasi importo, restando comunque possibili i servizi di internet banking o i canali telematici.

• Modello F24 con esposte compensazioni con saldo finale pari a zero: dovrà essere presentato esclusivamente in via telematica.

• Modello F24 con compensazioni con saldo finale positivo: il pagamento può essere effettuato sia tramite i servizi di internet banking che tramite i canali telematici.